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Turni e orari fluidi come l’acqua minerale

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Turni e orari fluidi come l’acqua minerale

Riorganizzazione dei turni, banca delle ore e polivalenza all’Acqua di Nepi spa
30 May 2017
Tempo di lettura: 4,5 min.
Il mercato delle acque minerali è fluido come la sua materia prima, con variazioni della domanda che non si limitano a seguire l’andamento del termometro e sempre più etichette che si contendono la sete dei consumatori. Diventa quindi obbligatorio essere altrettanto fluidi e concorrenziali nella produzione e, a monte, nell’organizzazione del lavoro.

Lo sanno bene all’Acqua di Nepi, effervescente naturale che sgorga nel territorio dell’omonima cittadina in provincia di Viterbo. Nello stabilimento lavorano una cinquantina di dipendenti, il 30% donne, e ci sono due linee di imbottigliamento, una in plastica e una in vetro. La produzione è legata alla stagionalità e alla variabilità dei consumi, con un picco positivo da aprile a settembre e negativo nel resto dell’anno.

Nel 2013, marchio e stabilimento sono stati acquisiti dal gruppo San Benedetto, che ha diverse acque minerali e circa 1400 dipendenti in tutta Italia. L’ingresso in una realtà più grande, il calo dei consumi e l’aumento della concorrenza hanno spinto Acqua di Nepi a una riorganizzazione che le garantisse di mantenersi sana e competitiva, dotandosi della flessibilità richiesta dal mercato. Va in questa direzione la contrattazione aziendale che, in due step successivi (2012-2014 e 2014-2017), ha introdotto novità importanti su orari di lavoro, polivalenza e sviluppo della professionalità.

“Siamo dovuti andare incontro alle esigenze aziendali e del mercato del lavoro… il posto di lavoro va mantenuto e abbiamo cercato di trovare un accordo” spiega la RSU. Prima della riorganizzazione, “c’era una situazione un po' più alla buona”, con il ricorso agli straordinari durante i picchi positivi (“il vecchio direttore inseriva qualche turno notturno o si aveva un’estensione dell’orario pagando la maggiorazione di straordinario”) e l’utilizzo di ferie e permessi quando la produzione calava.

La flessibilità introdotta dagli accordi interviene soprattutto sull’organizzazione dei turni e sulla possibilità di lavorare, a seconda del periodo, da 32 a 48 ore a settimana. Ore in più o in meno rispetto all’orario standard di 40 ore sono conteggiate in una “banca di flessibilità” e se a fine anno ci sono ancora ore a credito, queste possono essere monetizzate, mentre le ore a debito vengono compensate scalando permessi retribuiti e ferie.

Sulla linea della plastica si fanno 3 turni giornalieri, ma quello notturno può non esserci nei periodi di bassa produzione. In alta stagione, quando si sfrutta la flessibilità positiva, sono previsti fino a 21 turni settimanali, dal lunedì alla domenica, ma anche 18 senza la domenica o 15 dal lunedì al venerdì. Nella prassi la variabilità aumenta, ad esempio con 17 turni senza sabato notte o 20 turni senza domenica notte. In bassa stagione si lavora per 32 ore, quindi in flessibilità negativa, con turni distribuiti nella settimana secondo le necessità. Le bottiglie di vetro sono meno richieste e per lo più si lavora su un solo turno, all’occorrenza possono diventare 2 o 3. Normalmente si lavora su cinque giorni, dal lunedì al venerdì, ma in alta stagione si può aggiungere un turno il sabato.

I turni “reggono” anche in caso di assenze per permessi individuali, perché in genere i lavoratori si auto organizzano, facendosi sostituire dai colleghi. “Di solito si mettono d’accordo tra di loro e quindi se loro garantiscono la presenza di una persona alla fine non cambia niente. Per evitare che il capo turno si trovi un nuovo in squadra glielo si comunica lo stesso giorno”.

Gli accordi prevedono anche che il personale possa essere impiegato indifferentemente su entrambe le linee ed essere spostato dall’una all’altra a seconda delle necessità, anche abolendo un turno nella prima per crearne un altro nella seconda. Durante i picchi di produzione, quindi quando aumentano i turni, l’azienda può assumere lavoratori a tempo determinato. Per la reperibilità nei giorni festivi c’è un’indennità di 50 euro, che si somma a eventuali straordinari.

L’estrema flessibilità dei nuovi turni e dell’orario da 32 a 48 ore settimanali, così come la possibilità di spostare i lavoratori da una linea all’altra, consentono oggi di rispondere più efficacemente non solo alla stagionalità della produzione, ma anche alle meno prevedibili variazioni delle richieste del mercato o ad altri eventi improvvisi, riducendo notevolmente il ricorso agli straordinari. Per i lavoratori, le ore accumulate nei periodi più caldi diventa utili per conciliare meglio vita e lavoro quando è richiesto un impegno inferiore. 

Il nuovo schema di turni e la necessaria intercambiabilità dei lavoratori richiedono la polivalenza su più posizioni di entrambe le linee e quindi uno sforzo formativo importante, se si considera che nell’imbottigliamento in plastica ci sono quattro posizioni, in quello in vetro cinque e che ogni posizione controlla più macchine. I lavoratori anziani hanno più difficoltà dei giovani a stare al passo col cambiamento tecnologico: “Praticamente, noi che siamo stati promotori dell’avviamento della plastica, se adesso ci veniamo a lavorare non sappiamo metterci le mani…” raccontano.

L’inserimento in livelli retributivi intermedi, creati ad hoc, premia le competenze acquisite, non solo legate alla singola posizione o mansione operativa, ma anche trasversali, come la disponibilità ad affrontare situazioni impreviste o la capacità di lavorare in squadra. Un percorso di formazione chiamato “Progetto vivaio” garantisce l’apprendimento e il passaggio da un livello all’altro.: “Abbiamo previsto che nell’arco di un certo numero di mesi, se uno parte dal quarto livello e viene fatto il percorso formativo, arriva al terzo e così via”. 

Equipeonline.it

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