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Part time a misura di mamma e azienda

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Part time a misura di mamma e azienda

Riorganizzazione di orari e turni nei supermercati della Coop. Salvatore Allende
15 May 2017
Tempo di lettura: 4 min.
Anche in una piccola catena di supermercati si possono conciliare al meglio le esigenze familiari e professionali delle dipendenti senza perdere di vista quelle dell’azienda. È stata la sfida della sperimentazione avviata nella cooperativa alimentare Salvator Allende, la cui vocazione sociale e partecipativa ha trovato un banco di prova importante nel rispondere alle richieste di part time di alcune lavoratrici madri. Un obiettivo da raggiungere senza però creare disservizi nelle ore di punta e senza ricorrere eccessivamente agli straordinari.

Il contesto

La cooperativa Salvator Allende di Martina Franca (Ta) è nata a metà degli anni ’80 sulla scia dell’esperienza dell’omonimo circolo creato da un gruppo di lavoratori dell’area industriale tarantina. All’epoca della sperimentazione, aveva quattro piccoli supermercati in paese, che grazie al radicamento sul territorio, favorito anche dalle attività sociali del circolo, riuscivano non senza fatica a reggere la concorrenza delle grandi catene. Un altro punto vendita stava per essere aperto nella vicina Alberobello, località a forte vocazione turistica.

La maggior parte dei 54 dipendenti erano donne, molte delle quali con figli piccoli. Dopo che una di loro aveva concordato un part time, con la possibilità di lavorare il mattino e solo da lunedì al venerdì, altre sette mamme avevano avanzato la stessa richiesta. Quel tipo di part time per tutte avrebbe però creato un problema economico e di produttività alla cooperativa. Per assicurare un servizio adeguato anche durante i picchi di afflusso della clientela, concentrati nella tarda mattinata e nel tardo pomeriggio durante i giorni feriali e nel corso di tutta la giornata del sabato, sarebbero infatti cresciuti gli straordinari degli altri dipendenti, che tra l’altro si sarebbero sentiti penalizzati rispetto alle mamme che potevano non lavorare nelle ore di punta.

Nel supermercato di Alberobello gli orari andavano definiti ex novo. Inoltre bisognava tener presente che, in un primo periodo, vi sarebbero state trasferite alcune lavoratrici da Martina Franca, per le quali sarebbe diventato ancora più difficile dedicarsi alla cura dei figli.  

Le misure

Nella sperimentazione lo staff di Italia Lavoro ha affiancato il consulente del lavoro della cooperativa Salvator Allende, che era entrato in contatto con il progetto LaFemMe frequentando un’attività formativa organizzata a Taranto. Dopo aver definito esigenze delle lavoratrici e dell’azienda, per razionalizzare gli orari e introdurre i part time è stato prospettato al consulente e alla direzione un set di soluzioni nel quale possono collocarsi persone con esigenze diverse, senza dover ricorrere agli straordinari e quindi aumentando anche la produttività.

Una prima proposta è stata l’introduzione di turni autogestiti alle casse, un modello già utilizzato nella grande distribuzione. Squadre composte da sei persone con esigenze diversificate (donne e uomini, single e non, con figli o senza) e capi eletti a rotazione avrebbero definito gli orari di ciascuno rispettando piani generali di presenze pianificati ogni settimana o ogni quindici giorni dall’azienda. Erano previsti due part time per squadra, ma maggiore autonomia nella gestione del proprio orario avrebbe potuto anche rendere meno impellente la riduzione d’orario.

Mediando tra richieste delle lavoratrici ed esigenze dell’azienda, i part time avrebbero potuto invece essere organizzati anche in modo da rafforzare l’organico quando c’erano più clienti. Ipotesi di part time spezzati prevedevano infatti la presenza della lavoratrice dalle 10 alle 13 e dalle 18 alle 20.30 dal lunedì al venerdì, diverse formule per il sabato e un’eventuale indennità aggiuntiva in busta paga per la presenza in ore di punta. Sono stati però proposti anche part time solo di mattina, dalle 8.30 alle 13 dal lunedì al venerdì e il sabato libero oppure con un sabato intero di lavoro ogni due o tre.

Gli schemi di orario nel punto vendita di Alberobello avrebbero potuto invece essere predisposti sin dall’inizio in base a flussi giornalieri, annuali e stagionali (legati al turismo) in parte già pianificabili, anche progettando part time personalizzabili in base alle esigenze delle madri. Parallelamente si è ipotizzata l’apertura di un baby parking nel supermercato, che avrebbe potuto ospitare sia i figli dei dipendenti che quelli dei clienti.

I risultati

Il set di soluzioni innovative proposto dal progetto alla cooperativa Salvator Allende può avere effetti win win per azienda e lavoratori ed è estendibile teoricamente a tutti coloro che ne facessero richiesta senza compromettere la redditività, ma ottimizzandola. Quegli schemi di part time consentono infatti sia di potenziare il servizio nei momenti più critici, evitando il ricorso agli straordinari, sia di ridurre le situazioni di eccesso di persone rispetto alle esigenze. Inoltre, essendo molto vari, riescono a venire incontro ad esigenze differenziate quanto i problemi di conciliazione tra lavoro e famiglia dei singoli lavoratori, con ricadute positive sulla motivazione, sul clima aziendale e quindi, ancora, sulla produttività.

[Esperienza realizzata dal progetto LaFemMe nel 2012]

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