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La multinazionale conta i risultati, non le ore

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La multinazionale conta i risultati, non le ore

Eliminazione della timbratura e flessibilità oraria nel nuovo contratto aziendale di Micron Semiconductor Italia Srl
27 April 2017
Tempo di lettura: 4,1 min.
Guardare ai risultati, più che alle lancette dell’orologio. È la scelta fatta alla Micron, dove la contrattazione di secondo livello ha eliminato la timbratura o introdotto un’ampia flessibilità, a vantaggio di dipendenti e azienda. Dopo una fase di grandi trasformazioni, si è puntato a rendere più facile la conciliazione tra vita e lavoro, ma anche a far crescere la responsabilizzazione e a dilatare l’operatività dell’impresa nel corso della giornata. Un valore aggiunto, quest’ultimo, in una multinazionale che deve assicurare il dialogo tra sedi sparse per il mondo, facendo i conti con i fusi orari.

Il contesto

Micron Semiconductor Italia Srl sviluppa dispositivi di memoria a semiconduttore. Ha sedi a Vimercate, Padova, Avezzano, Napoli e Catania e fa parte di una multinazionale con casa madre negli Usa, presente anche in Gran Bretagna, Germania, Francia, Cina, Singapore, Taiwan, Giappone e Cina. In Italia si fa prevalentemente progettazione e caratterizzazione del prodotto, la parte commerciale è concentrata in Germania e Gran Bretagna, il grosso della produzione in Asia.

Fino a qualche anno fa in Italia c’era anche la produzione, poi la vendita di uno stabilimento ad Avezzano e altre importanti operazioni di scorporo hanno portato a una forte riduzione del personale, da 3600 alle attuali 650 unità, mentre il livello medio della professionalità è notevolmente salito.  I dipendenti hanno un’età media intorno ai quarant’anni, sono per l’80% uomini e per la maggior parte ingegneri. Hanno spesso la necessità di coordinarsi con le sedi estere della multinazionale.

I cambiamenti hanno reso necessaria anche una riorganizzazione del lavoro, soprattutto con una maggiore responsabilizzazione dei dipendenti e una maggiore flessibilità oraria, che permettesse di relazionarsi con le controparti asiatiche la mattina presto e con quelle americane nel tardo pomeriggio. Queste esigenze sono confluite alla fine del 2015 nella firma di un accordo integrativo che ha introdotto novità importanti per orario di lavoro, premi e welfare aziendale.

Le misure

L’orario di lavoro normale è di otto ore giornaliere e quaranta settimanali, con pausa pranzo di un’ora da effettuarsi tra le 12.00 e le 15.00. L’accordo ha però eliminato la timbratura per i quadri, prevedendo che se la sperimentazione di un anno avrà un buon esito saranno esonerati anche agli impiegati di settimo livello. La misura andrebbe così a coprire il 60% del personale.

Per i dipendenti che continuano a timbrare, è stata introdotta una forte flessibilità in entrata e uscita, tra le 6.00 e le 20.00. Bisogna garantire almeno 6 ore e 30 minuti dal lunedì al giovedì e almeno 6 ore il venerdì. Prestazioni in eccesso o in difetto alle 40 ore settimanali possono essere recuperate su base trimestrale.

È stata maggiorata anche l’indennità per i pochissimi lavoratori che continuano a lavorare su turni e quindi non possono usufruire della flessibilità. Per la reperibilità fuori dall’orario di lavoro, necessaria per gestire dall’Italia macchine installate in altri continenti, è previsto un contributo economico aggiuntivo.

L’accordo ha introdotto lo smart working, al quale i dipendenti possono accedere occasionalmente su richiesta, lavorando poi da dove vogliono con smartphone, laptop e connessione internet forniti dall’azienda. Oggi è uno strumento utilizzato sperimentalmente dal 10% del personale.

Nel passato i dipendenti potevano usufruire di varie tipologie di permessi retribuiti, che venivano utilizzati soprattutto per le visite mediche e concessi in maniera pressoché illimitata, mentre l’accordo ha fissato un tetto di otto ore l’anno. Per il welfare, è stata introdotta una polizza che copre le spese sanitarie, alla quale si aggiunge un flexible benefit da 258 euro l’anno spendibili in vario modo, dall’istruzione dei figli alla previdenza integrativa.

È cambiato anche il premio di risultato, che prima era uguale per tutti e poteva arrivare al massimo a 2425 euro, a fronte del raggiungimento di obiettivi spesso legati a qualità e tempi di consegna dei progetti. Il nuovo premio è di minimo 2425 euro, varia proporzionalmente con la retribuzione ed è legato ai risultati globali della multinazionale e dei singoli progetti dipartimentali.

I risultati

L’eliminazione della timbratura per la maggior parte dei dipendenti, la forte flessibilità dell’orario degli altri e lo smart working lasciano più autonomia nella gestione del carico di lavoro e favoriscono la conciliazione con la vita familiare. Allargando la finestra tra entrata e uscita, sono diventati più facili anche i rapporti con le sedi asiatiche e americane della multinazionale, visto che la presenza dei dipendenti italiani può essere assicurata la mattina presto o nel tardo pomeriggio, senza dover ricorrere agli straordinari.

La riorganizzazione degli orari ha fatto crescere la responsabilizzazione dei lavoratori, il cui impegno, più che per il tempo passato in azienda, è valutato in base agli obiettivi raggiunti, lasciando a loro il compito di gestire il percorso. Questo cambio di paradigma spinge anche i supervisori a essere più chiari nel comunicare i risultati ai quali vuole arrivare l’azienda e a definire meglio il monitoraggio degli stati di avanzamento dei progetti. 

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